di Dario Corallo
Ok, titolo strano, ma vi giuro che alla fine avrà un senso.
Ho letto ieri della protesta delle compagne di Towanda Dem che lamentavano l’assenza di candidati donne alla Segreteria.
Dato che i nostri dirigenti non riescono a guardare più in là del proprio naso, scommetto che adesso Nicola Zingaretti annuncerà il ticket con una donna per fare la parte di chi è aperto e attento. Quello che non capiscono è che queste cose possono bastare solo a chi nel partito ci vive e si accontenta dei “segnali”.

Invece che candidare una donna solo per “dare un segnale” si dovrebbero avanzare proposte concrete per un eguale coinvolgimento delle donne in tutti gli aspetti della vita sociale e non solo nella rappresentanza. Dai congedi di paternità paritari alla parità salariale, il fulcro deve essere quello di combattere al fianco delle donne con l’obiettivo di conquistare l’uguaglianza e, dunque, la libertà per tutti.
Questo dovrebbe essere fatto con ancora più forza davanti a un governo maschilista che, invece, ha abolito il congedo di paternità, che vorrebbe veder lavorare le donne fino al nono mese di gravidanza o che porta avanti la legge Pillon.

Oppure si parla se allearsi o no con il M5S: discussione inutile dato che non ci sono elezioni nazionali all’orizzonte.

Continuando a cercare di mettere toppe con la battuta giusta in cerca di consensi interni, i nostri dirigenti dimostrano di non aver capito quanto sia messo male oggi il Partito Democratico e la tutta sinistra italiana.

Tutta fuffa che nasconde la totale assenza di pensiero.
Non sia mai che proviamo ad affrontare un problema di petto.
Provo a scommettere chi sarà il ticket di Zingaretti: donna, contro l’alleanza con il M5S e pure commissaria alla ricostruzione dopo Errani, così teniamo dentro anche chi ha vissuto il dramma del terremoto, senza affrontare il fatto che dovremmo invece batterci per far prorogare la legge 189/2016 che istituiva lo stato di emergenza.
Invece ci preoccupiamo di coprire tutte le categorie senza, in realtà, affrontare nulla.
E non ditemi che non serve un #resetPD.
Io alle compagne di Towanda chiedo una mano nel portare avanti proposte come quelle di cui sopra per permettere non una candidatura a un congresso, ma per porre le basi per una partecipazione piena di tutte le donne alla vita sociale, politica ed economica del Paese.
Perchè la politica deve fare battaglie, non dare segnali: per quello bastano i semafori.
Ci state?