di Anonimo

I. Le straordinarie avventure del Barone di MünchhauSASEn

Ci perdonerà chi legge, se abbiamo volutamente storpiato il nome del nobiluomo tedesco, di cui è proverbiale la fantasia nel narrare le sue inverosimili gesta, per narrare qualcos’altro, che dovrebbe essere altrettanto inverosimile ed invece è puntuale verità.
 
La SASE è la società che gestisce l’Aeroporto Internazionale dell’Umbria, che porta l’impegnativo nome di “San Francesco di Assisi”. La società è in buona parte di proprietà della società pubblica Sviluppumbria (partecipata al 92% dalla Regione Umbria), del Comune di Perugia e della Camera di Commercio, ed è quindi una società pubblica a tutti gli effetti.
 
Rinnovato nel 2011, l’aeroporto non è mai riuscito a “decollare”. Forse perché sono in diminuzione, negli ultimi anni, gli aerei che vi atterrano. Per un aeroporto pare sia un problema.
 
Ciò è dovuto anche ad alcune scelte singolari della società di gestione, tipo quella di versare, nel 2017, la bellezza di 500.000 euro ad una compagnia aerea maltese, Fly Volare con la costola locale Fly Marche, purché impiantasse alcuni voli da e per l’Umbria.
 
La stranezza di questa scelta è dovuta a due elementi. Il primo è che la compagnia aerea non aveva una certificazione ed una licenza di operatore aereo rilasciata dall’ENAC (l’autorità italiana di regolamentazione tecnica).
Il secondo elemento è che la SASE (compagnia che riceve parecchi finanziamenti dagli azionisti e che recentemente ha anche chiesto che le venisse destinata una quota degli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno di alcuni Comuni “che beneficerebbero dei flussi aeroportuali”) non aveva controllato che le carte fossero a posto.
 
Nel 2017 – guarda un po’ – il patron di Fly Volare è stato arrestato con accuse di bancarotta fraudolenta e riciclaggio legate ad altre vicende.
 
Altrettanto sorprendentemente, dei 500.000 euro versati come caparra ne manca all’appello ancora la metà.
 
A proposito di caparra, preme rilevare come per resuscitare il morto, cioè infrastrutture che stentano a raggiungere la soglia critica di sostenibilità e di ragion stessa d’essere, si sia oramai rovesciato il mondo della logica: non è più la compagnia aerea che paga l’utilizzo dei servizi aeroportuali, ma il contrario.
Un po’ come se chiunque di noi prendendo l’autostrada, invece che dover pagare il pedaggio, ricevesse dei soldi.
Magari.
 

In tutta questa vicenda, alla quale pare sia interessata anche la Corte dei Conti per una ipotesi di danno erariale, riecheggia il silenzio delle istituzioni regionali e degli altri azionisti.

 

II. Uscire dalle sabbie mobili afferrandosi per i capelli

 

Ad inizio 2018 l’ineffabile amministratore della SASE, oltre a sorvolare sulla questione dei 250.000 euro ancora mancanti, ha annunciato accordi con la compagnia aerea rumena Cobrex, la quale, bontà sua, non chiede soldi, ma si dice disposta a collegare Perugia e l’Umbria con il resto del mondo e a portare torme di pellegrini sulle orme del Santo patrono di Assisi.
 
Tralasciando le inevitabili battute di stampo fantozziano, ci limitiamo a riportare l’ovvio: nessun accordo è stato stipulato, nessun aereo in più atterra o decolla dal San Francesco per la rabbia degli esercenti dei negozi presenti (che pagano per stare lì) e lo scoramento dei potenziali passeggeri.
 

Altrettanto ovvia è l’inerzia delle istituzioni regionali e degli azionisti (ed ovviamente del Partito Democratico dell’Umbria che governa la Regione, visto lo stato di liquefazione in cui versa da ben prima del 4 marzo), ai quali evidentemente va bene che la SASE si comporti come un giocatore compulsivo che rilancia sempre, anche quando le mani perse aumentano, e non come un sano e prudente gestore dei soldi pubblici.

 

III. La palla di cannone

 

L’eventuale vergogna, se mai vi è stata, da parte dei dirigenti della società e della Regione non deve essere durato molto a lungo visto che il “pacco” di Natale della SASE che è giunto non sulla slitta di babbo natale, ma a cavalcioni di una grossa palla di cannone.
Ecco infatti il mirabolante annuncio che nelle prossime settimane Perugia diventerà la casa di una mega accademia del volo, della quale si ignora persino il nome, il cui costo ammonterebbe alla bellezza di 70 milioni di euro, che scritto per esteso forse fa più effetto: 70.000.000,00 di euro.
Forse ancora abbioccati dagli eccessi del cenone natalizio, o forse proprio rimasti a corto di parole dopo che Ryanair ha annunciato in Settembre la diminuzione delle rotte da e per Perugia, per il momento stanno tacendo anche le poche voci che si erano fatte sentire nelle precedenti puntate: un consigliere regionale di minoranza ed uno di maggioranza (quest’ultimo è Giacomo Leonelli ex Segretario regionale del PD umbro, dimessosi spontaneamente dopo il 4 marzo a seguito della disfatta elettorale sia del Partito, sia sua personale in quanto candidato miseramente sconfitto in un ex feudo rosso, quello di Perugia/Trasimeno). 
 
Questa vicenda l’abbiamo raccontata per fare alcune riflessioni su quali effetti negativi possa provocare la scomparsa del Partito quale corpo intermedio sostanziale e non meramente nominale.
L’assenza di una voce in più, non solo cinghia di congiunzione ma anche dialettica rispetto alle scelte od alle inerzie delle Istituzioni, si fa sentire.
La presenza nel territorio e nella carne viva dei luoghi di lavoro di un Partito ha il fine di presentare istanze, proposte, domande alle istituzioni, far emergere contraddizioni se ve ne sono, controllare la coerenza tra quanto viene fatto e quanto ritenuto necessario.
Ora questa presenza non c’è, e non posso non pensare a quale sarebbe stato il dibattito – vivace e forse anche aspro, ma necessario – se vi fosse stato un Partito Democratico vitale, anche nelle sue articolazioni periferiche; se un ipotetico circolo PD “Aeroporto dell’Umbria” avesse avuto i lavoratori iscritti ed avesse rotto il muro del silenzio sulle scelte manageriali; se il PD di Assisi o Bastia Umbria (città contigue geograficamente) avessero chiamato gli amministratori regionali o delle società interessate a spiegare le scelte fatte con le risorse della collettività e, magari, a spiegare a chi ha perso di vista la quotidianità quali sono le conseguenze di tali scelte, sotto il profilo politico e del consenso.
 
Insomma non posso non pensare ai perniciosi effetti dell’abdicazione del Partito al proprio ruolo nella società e nelle istituzioni.

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Nota degli admin di Reset: I fatti riportato sono tutti verificabili su numerosi articoli che potete facilmente trovare in rete. Per quanto riguarda i fatti più recenti, qui sotto trovate i link a una serie di articoli che parlano della vicenda.

http://www.umbria24.it/economia/settanta-milioni-unaccademia-internazionale-volo-perugia

https://tuttoggi.info/babbo-natale-sase-consegna-il-regalone-sotto-lalbero-una-accademia-del-volo/493696/

https://www.perugiatoday.it/politica/aeroporto-perugia-consiglio-regionale-mozione.html