di Alessando Casciaro

Per un ragazzo nato a Lecce, così radicato con le sue origini, con le sue tradizioni, con la famiglia, gli amici e tanto altro, non è semplice sentirsi costretti a scappare da una terra che non sembra poter permettere di piantare nuove speranze.

Ho 23 anni, ho studiato ad Urbino alla triennale specializzandomi in Graphic & Brand Design. Già questo allontamento forzato non è stata cosa semplice, ma lo accettai sia perché mi sarebbe servita come esperienza di vita fuori, sia perché non aveva senso accontentarmi di un niente che avrei trovato da studiare nel mio territorio.

Nel periodo prima di laurearmi, tanti piccoli fattori hanno fatto maturare in me l’idea di scappare: vedevo un paese che stava andando alla deriva, con tanti penultimi che si scannavano con gli ultimi per un pugno di mosche. Ho avuto anche pessime esperienze a lavorare e collaborare con italiani: poco rispetto, poca cultura e una praticamente assente apertura mentale. Tutto questo, unito alla voglia di vedere cosa c’era fuori dalla finestra, mi ha portato a scappare nei Paesi Bassi, continuando a studiare qui e invogliandomi ad aprire la mia attività di business designer all’estero. Un altro mondo. Amore e stima per chi arriva. Attenzioni. Voglia di ascoltare l’opinione altrui e tanto, tanto calore, oltre che delle certezze che il nostro Ex-Bel Paese non mi ha saputo trasmettere.

Continuo a lavorare con clienti italiani, ma più per una questione di voler aiutare imprese e piccole-medie realtà a fare successo, più che per il mero denaro (tant’è che percepisco molto meno da clienti ita rispetto a quelli che trovo in Germania, Paesi Bassi o zone limitrofe). Questo, per voler dare il mio contributo.

Aprire la sezione notizie sull’Italia non è mai semplice, e mi spezza il cuore veder litigare politici per la propria brama di tenersi attaccata la poltrona. E di noi? Di noi 250.000 expat che scappano ogni anno perché hanno perso ogni speranza del nostro paese? A noi, quei signori, pensano? Non biasimo chi ha votato il MoVimento 5 Stelle. Anche io, seppur in tenerissima età, ai suoi arbori, mi feci un po’ trascinare da quel vento di cambiamento, di speranza e di innovazione che i 5 Stelle sembrava volessero portare. E li votai fieramente alle Europee. E lo rifarei ancora.

Poi mi scontrai con la cruda realtà dei fatti, con gente che parlava alla pancia senza avere davvero progetti concreti (basta vedere ora al governo una Castelli o un Toninelli — davvero roba che ”Va che il mio falegname con 30 mila lire me la fa meglio”).

Quello che ti voglio chiedere in questa lunga e annosa email? Riporta la speranza. Riportate un centro-sinistra unito, che parli alle persone, alla gente, che non deve essere attaccata per il semplice fatto di avere opinioni “sbagliate o presunte tali”. La sinistra deve anche avere quel lato educativo/formativo, che spinga chi non sa ad abbondare l’ignoranza, l’odio e la paura, ed abbracciare il dialogo e l’amore per il prossimo. Dobbiamo ricostruire questo paese prima che crolli su se stesso.
Viva l’Italia.